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  • Davide Torretta

Juventus Women: una bellissima storia ancora tutta da scrivere

Dopo l'ultimo successo casalingo ai danni dell'Empoli per 5-0, che è valso l'accesso alle semifinali di Coppa Italia in virtù della vittoria in rimonta per 4-5 dell'andata, la Juventus Women ha ufficialmente disputato 101 partite dalla sua fondazione nel luglio 2017, in cui ha realizzato 305 gol e subiti 56 ottenendo 83 vittorie, 7 pareggi ed 11 sconfitte. Elemento più importante sono i trofei vinti: tre Scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane in sole tre stagioni e mezzo sportive d'esistenza. Certi numeri farebbero pensare ad un dominio bianconero nel calcio femminile italiano nelle ultime stagioni ma, a dire la verità, non è stato assolutamente così per merito di grandi avversarie che hanno saputo tenerle testa. Dal primo gol ufficiale siglato il 27 agosto 2017 a Pianezza da Martina Rosucci, al 3' in un derby contro il Torino valido per l'andata del primo turno di Coppa Italia, fino all'ultimo realizzato al 90' da Andrea Stašková nella recente sfida a Vinovo con l'Empoli, il percorso delle bianconere è stato tutt'altro che agevole… Nella stagione d'esordio 2017/18 la corsa della Juventus in Coppa Italia si fermò ai quarti di finale a causa di una sconfitta casalinga per 0-1 (rete di Valentina Giacinti) contro il Brescia, allenato da Gianpiero Piovani, che fu protagonista della lotta per lo Scudetto con le bianconere. Il momento cruciale della stagione si ebbe alla diciannovesima giornata di campionato dove Brescia e Juventus erano appaiate in testa alla classifica, avendo perso entrambe soltanto una partita sconfiggendosi a vicenda: le bianconere giocarono in casa della Fiorentina mentre le rondinelle a domicilio col Mozzanica. La Juventus si ritrovò in svantaggio al 90' a causa di un autogol di Salvai, e perse la partita 2-1, mentre contemporaneamente il Brescia acciuffò il pareggio al 90' con Brooke Hendrix. Alle rondinelle sarebbe bastato il pareggio per sopravanzare di un punto le bianconere in classifica ma Carolina Mendes regalò la vittoria alle bergamasche al 93' e così le due compagini finirono poi entrambe il campionato in testa alla classifica con 60 punti e fu quindi assegnato con lo spareggio in gara secca sul campo neutro dello stadio Silvio Piola di Novara. La partita terminò 0-0 dopo i tempi supplementari e fu decisa ai calci di rigore. Camelia Ceasar e Laura Giuliani, estremi difensori di Brescia e Juventus, pararono un rigore rispettivamente a Barbara Bonansea e Katarzyna Daleszczyk (Giuliani partecipò alla lotteria dei rigori nonostante un menisco rotto) perciò si andò ad oltranza: Lisa Boattin trasformò il suo penalty, il sesto della serie, mentre Federica Di Criscio lo calciò alto consegnando così il successo, e lo Scudetto, alle bianconere. La stagione successiva vi fu una lotta aspra in campionato con Fiorentina e Milan fino all'ultima giornata, in cui la spuntò la Juventus con un punto di vantaggio sulle gigliate. Le bianconere persero punti solo con Mozzanica (due pareggi), Milan (sconfitta in trasferta per 3-0) ed il Sassuolo di Piovani, nel frattempo trasferitosi in Emilia (sconfitta in trasferta per 2-1 alla ventesima giornata, con la marcatura al 94' di Tomaselli che riaprì pericolosamente la lotta Scudetto). In bacheca arrivò la prima Coppa Italia, vincendo 2-1 contro la Fiorentina in finale, mentre le gigliate si presero la rivincita in Supercoppa italiana, sconfiggendo le bianconere grazie ad una rete di Ilaria Mauro. Nella stagione 2019/20, funestata dal Covid-19, la Juventus conquistò il terzo Scudetto (campionato interrotto alla sedicesima giornata con le bianconere in vantaggio di 9 punti su Fiorentina e Milan) e la prima Supercoppa italiana, battendo questa volta le gigliate per 2-0, mentre la Coppa Italia non fu assegnata (sospesa definitivamente ai quarti di finale). Nella stagione corrente le bianconere hanno finora conquistato la seconda Supercoppa italiana, battendo in finale la Fiorentina 2-0, raggiunto le semifinali di Coppa Italia e sono in testa al campionato a punteggio pieno, con tre lunghezze di vantaggio sul Milan. Discorso a parte per la UWCL, dove la Juventus è uscita per tre stagioni consecutive ai sedicesimi di finale per mano di Brøndby, Barcellona e Lione. Per conseguire certi risultati è evidente che non basta semplicemente disporre di ottime giocatrici ma è necessario avere un gruppo coeso, ben allenato, e soprattutto un'eccellente organizzazione societaria alle spalle. Le due figure apicali che hanno permesso alla Juventus di raggiungere simili traguardi in così breve tempo sono, senza ombra di dubbio, Stefano Braghin, la mente, e Rita Guarino, il braccio, persone che hanno fatto semplicemente della discrezione e del grande lavoro quotidiano la loro inconfondibile cifra stilistica. Braghin, eporediese classe 1967, è direttore generale della Juventus Women dal luglio 2018 e membro del consiglio direttivo della Divisione Calcio Femminile FIGC dal settembre 2019. Egli è un dirigente di lungo scorso che ha bazzicato molto nelle categorie inferiori (Serie C e D) e la sua prima esperienza importante fu nell'Ivrea, nella stagione 1996/97, squadra di cui è tifoso fin da bambino e che allora militava in D. Dopo diverse stagioni decise di trasferirsi al Pisa, con cui svolse un grande operato (i nerazzurri sfiorarono la Serie B) ed instaurò anche un ottimo rapporto con la tifoseria. Nel 2005 tornò ad Ivrea e la squadra conquistò una storica promozione in C1 nel 2006 sotto la guida di un tecnico per cui Braghin nutre tuttora profonda stima ed affetto, Osvaldo Jaconi. L'ex allenatore lecchese, che da giocatore difese i colori del Lecco per dieci stagioni conquistandovi anche una promozione in Serie A nel 1966, è colui che vanta più promozioni nel calcio italiano (11). Saltò alla ribalta della cronaca per aver condotto durante cinque stagioni, dal 1993 al 1998, il Castel di Sangro, società abruzzese che fu artefice di una clamorosa scalata dalla C2 alla B, che gli valse la Panchina d'Argento nel 1996, e che rimane oggigiorno il club espressione del più piccolo centro d'Italia ad aver mai partecipato alla serie cadetta. Jaconi riuscì a conquistare la salvezza in B nella stagione 1996/97 ma in quella successiva fu esonerato a dieci giornate dal termine del campionato, con la squadra che comunque non evitò la retrocessione in C1. Dopo questo breve ma significativo ritorno a casa Braghin rifece le valigie e si spostò ad Alessandria, con cui conseguì due promozioni consecutive dalla Serie D alla Prima Divisione (la vecchia C1) e, nonostante fu un'esperienza rapida, intrattenne nuovamente un eccellente rapporto con la tifoseria (piacevole costante da segnalare nel suo operato). Nel 2009 venne chiamato da Renzo Rosso, noto imprenditore (12° uomo più ricco d'Italia secondo Forbes nel 2020) e presidente di OTB (holding da lui stesso fondata che controlla i marchi di moda Diesel, Dsquared² e Just Cavalli nonché la Bassano Virtus dal 1996 al 2018 e la Lanerossi Vicenza dal 2018), e svolse un lavoro encomiabile per l'ambiziosa società bassanese durante tre stagioni, purtroppo culminato con la retrocessione in Seconda Divisione (la vecchia C2) al termine della stagione 2011/12. Nel 2012 però avvenne la svolta definitiva della sua carriera: Giuseppe Marotta, allora amministratore delegato della Juventus, lo chiamò per diventare responsabile organizzativo del settore giovanile del club bianconero e lui accettò, assumendo ufficialmente l'incarico a partire dal primo luglio del medesimo anno. La stagione seguente venne promosso a direttore generale dello stesso e nel 2015, sotto l'impulso della FIGC, costituì le prime squadre giovanili femminili della Juventus, grazie ad una fruttuosa collaborazione con il Luserna. Nel 2017 decise di mettere in piedi il progetto della Juventus Women, che partì ufficialmente il primo luglio di quell'anno, ed allestì la prima squadra, che s'iscrisse alla Serie A 2017/18 avendo rilevato il titolo sportivo del Cuneo, formazione militante nella massima serie nel frattempo disimpegnatasi dall'attività, in virtù della possibilità concessa dalla FIGC ai club professionistici maschili di acquisire società dilettantistiche femminili. Braghin, a questo punto, decise di abbandonare definitivamente nel 2018 l'incarico di direttore generale del settore giovanile per dedicarsi completamente alla sua nuova creatura, verso cui il presidente Andrea Agnelli gli ha lasciato totale autonomia. Nell'estate 2017, come affermò durante un'intervista rilasciata a Juventus TV nel febbraio 2020, «Nel rientro dalla sede a Vinovo ho telefonato a Rita Guarino, che era la persona del calcio femminile che io conoscevo meglio e che poteva aiutarmi di più. Le ho fatto questa telefonata dicendole: “Vieni a darmi una mano a fare la Juventus femminile". Lei mi disse: "Figurati, per la nostra amicizia te la do una mano". Io ho detto: "Veramente tu dovrai allenare questa squadra". Da lì ci siamo ritrovati 24 ore dopo nel mio ufficio, ho preso un foglio bianco e una penna blu ed abbiamo incominciato insieme a scrivere le prime parole di questa bellissima storia». Guarino, torinese classe 1971, è stata un attaccante molto prolifica che ha vinto in carriera, tra il 1985 ed il 2006, 5 Scudetti, 6 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane. Ha legato il proprio nome principalmente alla Torres, storica società sarda di calcio femminile, con cui ha disputato sette stagioni totalizzando 212 presenze e 242 reti. Nel 2000 ebbe l'opportunità, in collaborazione con la casa d'abbigliamento Kappa, di compiere un'esperienza professionale negli USA giocando nel Maryland Pride, dove realizzò 8 reti in 7 presenze. In Nazionale ha collezionato 99 presenze condite da 35 marcature tra il 1991 ed il 2004 e, grazie alle prestazioni offerte in campionato nella FCF Juventus ed all'infortunio di Antonella Carta, venne convocata dall'allora CT Sergio Guenza per la prima edizione del Campionato del Mondo di calcio femminile in Cina nel 1991, dove siglò al 80' il gol che permise all'Italia di pareggiare i conti (2-2) con la Norvegia ai quarti di finale (l'accesso alla semifinale sfumò poi ai tempi supplementari). Fu anche due volte finalista, perdente, ai Campionati europei nel 1993 e 1997. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha conseguito una laurea in psicologia ed un master in psicologia dello sport oltre che l'abilitazione ad allenatore professionista UEFA A (ora sta cercando di ottenere l'abilitazione UEFA PRO) ed ha fondato il centro di formazione calcistica FootbalLab. È stata assistente di Enrico Sbardella nella Nazionale femminile Under-17, di cui è divenuta prima allenatrice nel luglio 2015 dopo il passaggio di Sbardella alla guida dell'Under-19. Nel luglio 2017 divenne allenatrice della Juventus Women, incarico che ricopre tuttora e con cui ha contribuito egregiamente al conseguimento dei grandi successi della società bianconera attraverso un gioco offensivo, basato principalmente sul 4-3-3 ed una solida organizzazione difensiva. Ha mostrato inoltre di essere un'allenatrice duttile, in grado di cambiare assetto tattico a seconda dell'avversario da affrontare, e soprattutto molto brava nella lettura delle partite. Tutte queste caratteristiche, oltre ai risultati conseguiti, hanno convinto Braghin a prolungarle recentemente il contratto fino al 30 giugno 2022. Come detto dallo stesso direttore in un'interessante intervista, rilasciata a Juventus TV in occasione del rinnovo di Guarino, «Sicuramente Rita in questi tre anni e mezzo di progetto ha svolto un lavoro veramente straordinario che forse, quando vedremo sugli almanacchi, ci renderemo conto ancor di più di quanto lavoro hanno fatto lei ed il suo gruppo, il suo staff e le sue ragazze. Credo che questo prolungamento del contratto sia il giusto premio per quanto fatto fino ad oggi, il grande lavoro e la dedizione che c'ha messo. Io ritengo che, in questo momento, sia il profilo di allenatore italiano migliore per il nostro progetto e quindi da queste due considerazioni, una di merito e una di qualità personali, il rinnovo è stato quasi un automatismo». Braghin inoltre ha rilasciato altre dichiarazioni che, di fatto, possono essere considerate come un vero e proprio manifesto programmatico di ciò che la Juventus Women ha intenzione di fare nel presente e, soprattutto, nel futuro. A riguardo della stagione sportiva corrente ha detto che «È un bilancio molto positivo fino ad oggi, siamo assolutamente in linea con gli obiettivi che ci eravamo dati anche se due di questi sono ancora assolutamente in gioco, come la Coppa Italia ed il campionato. L'esperienza in Champions League è stata dolorosa per l'eliminazione ma che ci ha dato grandi risposte sul nostro stato dell'arte ad oggi, dove siamo arrivati e quanto ci manca per arrivare dove vorremmo. Non era un obiettivo stagionale perché quando il sorteggio determina un obiettivo non può essere nulla di strategico ma è affidato al caso, per cui ci sono realtà che hanno avuto sorteggi migliori ed altre peggiori, quindi questo credo che, nell'uno e nell'altro caso, non sia oggetto di bilancio. Il bilancio è fare molto bene in Italia, un pezzo lo abbiamo fatto e ne mancano altri due: ci sono squadre molto forti che continuano a rinforzarsi e noi, come sempre in silenzio e con il lavoro quotidiano, cerchiamo di dare in campo le risposte che magari in altri casi vediamo che sono affidate più pubblicamente mentre noi preferiamo in silenzio fare il nostro mestiere». Sulla questione rinnovi ha asserito invece che «Noi, piano piano, stiamo lavorando sul consolidare questo gruppo perché io ho sempre ritenuto che uno dei punti di forza del nostro progetto sia la continuità. Naturalmente ci sono delle ragazze che hanno già rinnovato e delle altre che lo faranno nelle prossime settimane. Il caso di Barbara [Bonansea, ndr] è stato forse più mediatico che sportivo: lei ha dato tantissimo al nostro progetto ed è stata fondamentale nei risultati che abbiamo raggiunto. È una giocatrice, e prima ancora una persona, che vorrei sempre avere insieme e non contro. Credo che anche la Juventus abbia dato molto a Barbara, consacrandola come una delle migliori giocatrici d'Europa, in un cammino di tre anni in cui le abbiamo dato tanto per la sua crescita e quindi, quando ci siederemo a parlare di futuro, partiremo da una base molto buona di reciproca soddisfazione. È un argomento che, in piena armonia, abbiamo deciso di affrontare dopo i molti impegni nazionali e di Nazionale che avrà Barbara quindi con grande serenità, non c'è urgenza né emergenza, ci saranno persone per bene, e contente, che si siedono al tavolo per capire come andare avanti». Infine sulle giovani in prestito ha affermato che «Io sto lavorando su un duplice binario: uno è la costituzione di un gruppo che sia molto competitivo subito, ed è quello che lavora a Vinovo, poi c'è un'altra squadra che sta facendo esperienza fuori. Abbiamo 18 ragazze che, tra Serie A e B, stanno facendo il tirocinio per provare a tornare a Vinovo. Quest'estate questo progetto avrà un momento importante perché una o due ragazze che sono uscite in prestito torneranno da noi quindi dando un senso all'uscita. Quelle che sono fuori stanno lavorando molto bene: alcune hanno trovato realtà che le valorizzano, altre magari sono un po' più in difficoltà ma questo fa parte delle dinamiche anche della loro carriera. Non sempre troveranno situazioni semplici quindi crescono nelle difficoltà e quindi, come talvolta scherzando dico, insomma c'è una Juve 2.0 che cresce in parallelo e sarebbe bello che, un giorno, ci fosse un travaso notevole dell'una nell'altra. Noi siamo una società, e questo tengo a ribadirlo, che crede molto nel progetto di valorizzare calciatrici italiane. Giochiamo mediamente con 7/8 calciatrici italiane su 11 e vorrei che continuasse così perché intanto credo che ci sia un grande senso di appartenenza e poi credo che sia una missione dei club come il nostro quella di favorire la crescita del sistema calcio femminile in generale alimentando le squadre nazionali con calciatrici sempre più valide, come abbiamo fatto e vorremmo continuare a fare, perché le vittorie della Nazionale sono motivo d'orgoglio per noi e poter contribuire è sicuramente un obiettivo che io mi sono dato». In sintesi la strategia perseguita dal binomio Braghin-Guarino è orientata a garantire una Juventus Women altamente competitiva nel presente, ed ancor di più nel futuro, che contribuisca attivamente alla crescita del movimento calcistico femminile del Belpaese attraverso l'impiego massiccio di calciatrici italiane, spesso portatrici intrinseche di un fortissimo attaccamento alla causa bianconera che risulta fondamentale quando le sfide d'affrontare sono ardue e si possono superare solo gettando il cuore oltre l'ostacolo. Le scelte sono chiare, forti, semplici, quasi in controtendenza rispetto ai tempi che corrono ma, visti i risultati conseguiti finora, assolutamente efficaci. Da quel pomeriggio di prima estate in cui Braghin e Guarino s'incontrarono per dare vita alla Juventus Women di strada n'è passata parecchia ed il futuro, con questa grande competenza ed organizzazione, si prospetta decisamente ancor più roseo...

Fonte foto: Juventus

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