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  • Martina Misuraca

Fiorentina Women: una qualificazione lunga un quarto d'ora

Il “famoso” quarto d’ora può essere di celebrità o accademico, allo stadio Franchi di Firenze, in questa domenica di Coppa Italia c’è stato quello formato qualificazione.

Tanto è durato il vero e proprio forcing viola, alla ricerca del passaggio alla semifinale della competizione.

Una Fiorentina ancora decimata, se non dal calciomercato, dalle pesanti e numerose assenze, sia post covid, che post infortuni.

Una Fiorentina, però, colpevolmente remissiva, che per quasi tutto l’arco del match, vantaggio di Quinn a parte è apparsa ancora una volta lenta, macchinosa, senza troppe idee e, soprattutto, orfana di quello spirito combattivo che una qualificazione di Coppa, da conquistare, dovrebbe obbligatoriamente tirare fuori.

Merito all’Inter per aver interpretato le due gare con attenzione, intraprendenza, buon ritmo e buon pressing.

La viola, invece, ha sprecato tanto, in termini di gioco, passaggi non riusciti e fatica; troppi i palloni buttati in avanti, senza una concreta costruzione di gioco ad aiutare le punte, in special modo Sabatino che, per quanto si sia confermata volenterosa e combattiva, ben poco ha potuto fare con i pochi palloni giocabili ricevuti.

Il gol di Quinn, al 38’, di testa, su punizione di Baldi, ha dato speranza, ma la gestione della gara non ha avuto quel cambio di passo necessario alla conquista del passaggio del turno, restando invece compassato, come se il risultato, invece che da ribaltare, fosse da gestire.

Almeno fino all’ultimo quarto d’ora di gara, quando anche grazie agli ingressi di Clelland e Kim, oltre che ad un diverso assetto di squadra, si è cominciato a vedere sprazzi di gioco, oltre che tentativi più convinti di imporsi sull’avversario.


Troppo tardi!


Non può bastare un quarto d’ora per risollevare le sorti di una partita, di una qualificazione, che da subito doveva e meritava di essere cercata con le unghie e con i denti.

Questione di tempo, di quello che è stato sprecato fin qui e che sta, dolorosamente, facendo uscire la Fiorentina da ogni possibile obbiettivo stagionale.


Del poco tempo trascorso dall’arrivo di Kim, in viola, che già dopo questa partita, ha espresso la volontà di voler rientrare in America, solo l’ultima della lista a voler scappare dalla Firenze calcistica.


Del tempo che resta, da qui alla fine della stagione, per provare a fare meglio, ad onorare la Champions League, che opporrà la Fiorentina alla corazzata Manchester City, per recuperare orgoglio e convinzione.


Tempo…quello che non dovrà più essere perso, soprattutto da parte della società, se ancora ci crede, per una ricostruzione doverosa, necessaria e dignitosa di tutto l’ambiente viola, che riporti squadra e città a lottare per gli obbiettivi che meritano, prima che sia davvero troppo tardi.


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